Easytronic
ECM (engine control module) - controllo elettronico del motore
ECT (Electronic Controlled Transmission)
ECU
EDC (Electronic Diesel Control)
EDF
Effetto Doppler

Effetto serra (greenhouse effect)

Efficienza volumetrica

Elaborazione (tuning)

Elastomeri

Elettroiniettore


Easytronic

Denominazione di un cambio prodotto da Opel che permette selezione manuale o automatica delle marce. Quindi non è un cambio automatico ma un sistema di innesto automatico delle marce sia in funzione completamente automatica che in funzione di selezione manuale. Il sistema utilizza motorini elettrici (tre) in luogo di circuito idraulico quindi risparmia peso ed è più veloce di un cambio automatico tradizionale. Inoltre permette, in funzione manuale, di saltare una marcia (diversamente dai cambi “tip”) e di tenere l’acceleratore a fondo durante le cambiate perché l’interruzione di potenza è eseguita in automatico (valvola a farfalla elettronica). In frenata scala per contribuire al rallentamento o va in folle per favorire l’intervento ottimale dell’ABS. La progressività della frizione favorisce inoltre la marcia a bassa velocità.


ECM (engine control module) - controllo elettronico del motore

E’ il cervello elettronico che sovrintende al controllo e gestione di tutti i parametri del motore per avere il compromesso desiderato dai progettisti in termini di consumi, emissioni, prestazioni e comportamento del veicolo. Ogni nuovo veicolo ha un ECM più raffinato, che non si limita a modificare gli anticipi di accensione e distribuzione.


ECT (Electronic Controlled Transmission)

E’ la gesione logica del cambio automatico talora selezionabile manualmente, in alternativa al funzionamento normale. Essa legge il sistema di guida del conducente e adegua la logica di passaggio da una marcia all’altra, bloccando quando conveniente il convertitore di coppia* al fine di una condotta di guida confortevole, prestazionale ed economica.


ECU

Sigla di Electronic Control Unit, modulo elettronico incaricato di controllare i parametri di un funzionamento e, tramite EDU (Electronic Driver Unit), spesso integrato con l’ECU, di inviare comandi a sistemi meccanicamente operativi.


EDC (Electronic Diesel Control)

E’ un sistema di motormanagement elettronico per motori a ciclo Diesel. Il dispositivo rileva, tramite una serie di sensori, i parametri di funzionamento del motore a gasolio e, di conseguenza, adatta la mandata e l’inizio dell’iniezione (diretta) e anche la consistenza del ricircolo EGR*.


EDF

Sono le cosiddette “pompe di corrente”, capaci di immagazzinare rapidamente energia elettrica nelle batterie di trazione, in ordine di 2 km di autonomia per minuto di ricarica (120 km dopo un’ora).


Effetto Doppler

Il suono di una sirena o di un motore di una vettura che viene verso noi è più acuto che quando immediatamente se ne allontana. In fatti la lunghezza d’onda del suono in avvicinamento è più corta in quanto in un determinato tempo noi riceviamo le onde emesse a una certa distanza ma anche quelle emesse in un tempo successivo, semplicemente perché avvicinandosi il veicolo la distanza si è ridotta. Come un natante in moto fa onde più brevi davanti che dietro. Viceversa in allontanamento: due suoni dunque entrambi diversi (uno più acuto e uno più basso) di quello reale se il veicolo fosse fermo. Alla velocità del suono (340 m/s) le onde si sovrappongono e si sommano i massimi e i minimi dando luogo a una barriera di pressione e a uno scoppio (bang).


Effetto serra (greenhouse effect)

Capacità dell’atmosfera di trattenere il calore irradiato dalla superficie terrestre: il sole trasmette energia a onde corte che raggiunge la terra in misura del 63% e poi questa, riscaldata, emette onde lunghe che dovrebbero tornare nello spazio. L’effetto serra, cioè l’impedimento alle onde lunghe di irradiarsi nello spazio, avviene, per il 95%, grazie al vapore acqueo (H2O), l’anidride carbonica (CO2), l’ozono (O3) e il metano (HC), ma sono importanti anche gli idrofluorocarburi, i perfluorocarburi e gli esacloruri di zolfo che vengono soprattutto dall’industria chimica. Il vapor acqueo incide per il 70% da solo. Senza effetto serra la terra perderebbe 13°C e la vita sarebbe molto difficile. Un aumento dei gas di cui sopra potrebbe INVECE alzare la temperatura media, ma non si ha certezza che le emissioni attuali connesse con l’attività umana abbiano effettivamente contribuito ad aumentare l’effetto serra. Il protocollo di Kyoto prevede entro il 2008-2012 una riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra (vapore acqueo escluso) del 8% rispetto ai valori del 1990 per i Paesi dell’Unione Europea. I trasporti contribuiscono alle emissioni di gas a effetto serra per circa il 25%.


Efficienza volumetrica

Rapporto tra la pressione nel cilindro al termine della fase di aspirazione e quella atmosferica. Quanto essa elevata, tanto meno è il lavoro di pompaggio (aspirazione). E’ una delle ragioni della superiorità del Diesel rispetto all’Otto (l’altra principale è il rapporto di compressione più elevato, cioè una ragione termodinamica). Per migliorare l’efficienza volumetrica si sono fatti i plurivalvole e i variatori di fase. In futuro si svilupperà l’iniezione diretta di benzina (GDI*), grazie alle raffinatezze degli impianti di alimentazione elettronici.


Elaborazione (tuning)

Operazione eseguita su materiale di serie per migliorare le prestazioni. Nel caso tipico del motore, un’elaborazione completa ai fini sportivi comporta nel basamento un alleggerimento dei pezzi, l’eliminazione delle bave di fusione, la lisciatura delle superfici per migliorare l’aerodinamica interna e la resistenza allo scorrimento dell’olio. Può essere necessario sostituire le bronzine (cuscinetti a strisciamento, oggi in lega d’alluminio), in funzione dell’aumentato numero di giri finale. Le bielle sono ripassate per alleggerirle, lucidarle e pallinarle per aumentare la resistenza. I pistoni sono sostituiti con altri ad alta qualità, in genere a due soli segmenti (tenuta e raschiaolio). La superficie del mantello e della canna sono curate per avere rugosità ridotta. A livello distribuzione si sostituiscono gli alberi a camme per variare la legge di apertura e chiusura, si montano valvole in lega speciale (titanio) alleggerite e si eliminano le eventuali punterie idrauliche. A livello di accensione-alimentazione si passa all’iniezione singola fasata, cioè in corrispondenza del valore ottimale dei seguenti parametri: posizione della valvola, posizione della valvola a farfalla dell’acceleratore, numero di giri del motore. La centralina* poi tiene conto anche delle condizioni dell’aria aspirata (pressione barometrica e temperatura) temperatura acqua e benzina. Il software della centralina è in grado di gestire tutte le situazioni previste dai piani quotati, alzando il limitatore di giri di una o più migliaia. Alcune centraline sono a memoria cancellabile e riprogrammabile successivamente secondo i desideri. Si può procedere anche alla variazione del collettore di aspirazione. Segue la messa a punto delle sospensioni, con pneumatici, ammortizzatori, molle e freni specifici adatti alle prestazioni previste. Vedi anche potenza.


Elastomeri

Materie plastiche che vanno sotto diverse sigle (ACM, NBR, NR, SBR, CR ecc.) utilizzati in applicazioni come tubi o tenute (anche guarnizioni di “teste” dove i fluoroelastomeri rivestono strati di acciaio). Resistono all’aggressione chimica dei carburanti e alle temperature soprattutto nella versione di fluoroelastomeri.


Elettroiniettore

Alimentato con corrente elettrica, è dotato all’interno di un pistoncino che, in condizioni di riposo, è premuto da una molla contro il foro d’uscita per impedire il passaggio della benzina. Quando il combustibile deve essere immesso nel motore, l’avvolgimento dell’elettroiniettore viene alimentato e crea un campo magnetico che fa alzare il pistoncino, rendendo così possibile l’immissione, ad esempio, della benzina precedentemente messa in pressione da una pompa elettrica. La quantità di carburante iniettato dipende dal tempo di alzata del pistoncino, determinato dalla centralina elettronica* di gestione. Iniettori di questo tipo sono da tempo sperimentati anche per motori diesel*. Pressione, tempo e portata di alimentazione diventano parametri pilotabili indipendentemente e quindi, con l’iniezione diretta, torna d’attualità ad esempio il motore a benzina a combustione povera. Gli elettroniettori di benzina tradizionali funzionano a 3 bar mentre quelli per l’iniezione diretta di benzina funzionano a 50 bar con tensione di 100 V e corrente di 20 A, con un tempo di reazione quattro volte inferiore. Nel Diesel a iniezione diretta (es. common rail*) l’elettroiniettore è particolarmente sofisticato, ha fori (ugelli di numero variabile, oggi 6 o 7, contro una dozzina per la benzina) al decimo di millimetro e deve sovrintendere alla preiniezione e anche a una post-iniezione, necessarie per ridurre rumorosità e emissioni.

[fonte:Quattroruote]...............|...............torna su..