g
Giunto magnetico
Ganascia
Gas naturale liquefatto (GNL)
Gasolio di sintesi
Generatore di energia elettrica - Dinamo - Alternatore
Gioco

Giri al minuto

Giunto idraulico
Giunto meccanico

Giunto tripoide - tri-pot joint - plunging joint
GPL
Grado di riempimento
Grado termico delle candele


g

In gergo aeronautico e automobilistico le accelerazioni* si esprimono, invece che con il classico valore in m/s2, in multipli o sottomultipli di g, unità di misura dell’accelerazione di gravità. Quest’ultima è l’accelerazione assunta da un oggetto, nel vuoto, quando cade verso terra e vale 9,81 m/s2 (m = metri, s = secondi). A titolo di esempio, una normale auto da turismo frena con una decelerazione di 0,8 g che equivale a circa 8 m/s2. In altre parole, ogni secondo riduce la sua velocità di 8 m/s (circa 29 km/h).



Giunto magnetico

Si tratta di un giunto che utilizza una frizione elettromagnetica formata da un’armatura e da un pacco di lamelle, collegate alternativamente alle due parti da collegare, che formano un campo elettromagnetico atto a creare frizione tra le lamelle stesse. Questi giunti, a seconda delle dimensioni, sono capaci di trasmette coppie molto elevate, da 500 a 2.500 Nm.



Ganascia

In un freno a tamburo* è il supporto semicircolare della guarnizione d’attrito che viene spinto da un cilindretto idraulico contro la parete interna dell’elemento rotante solidale con la ruota.




Gas naturale liquefatto (GNL)


Il gas naturale viene liquefatto a - 163°C e conservato in speciali serbatoi a - 250°C dalle dimensioni ridotte con autonomie di 300 km per 55 litri di gas liquefatto. BMW è leader di questa soluzione, che è intermedia per arrivare all’uso dell’idrogeno*. Da non confondere col Gas di petrolio liquefatto: GPL* assai comune, anche se meno diffuso del gas naturale, e derivato da petrolio.



Gasolio di sintesi

Gasolio ottenuto dal gas naturale, privo di zolfo* (0,1 ppm), con meno del 1% di idrocarburi aromatici, con numero di cetano* attorno a 75 (facile infiammabilità) ricco di idrogeno, cioè meno propenso alla formazione di CO2. L’assenza di zolfo permette il funzionamento dei catalizzatori deNOx. Il gas naturale esce dai pozzi di estrazione del combustibile e di solito viene bruciato in loco. La liquefazione del gas naturale è ottenuta dapprima mischiandolo ad aria in un catalizzatore da cui si ottiene un gas formato da idrogeno e ossido di carbonio. In un reattore Fischer-Tropsch, alla presenza di carbone e in speciali catalizzatori metallici avviene la liquefazione e il liquido viene successivamente raffinato. Questo gasolio è utilizzabile direttamente nei diesel o per il reformer* delle fuel cells*.



Generatore di energia elettrica - Dinamo - Alternatore

La dinamo* e l’alternatore* sono i due possibili generatori di energia elettrica di bordo: essi utilizzano energia meccanica prelevata dal motore e la trasformano in elettrica, che inviano agli utilizzatori e alla batteria* (accumulatore di energia elettrica). La generazione avviene per mezzo della induzione magnetica, nel senso che un conduttore che si muove in un campo magnetico diventa sede di tensione indotta. Lo stesso se il conduttore è fisso e varia il campo, in direzione e/o in intensità. L’intensità della tensione indotta dipende dalla velocità con cui avvengono gli spostamenti relativi e dalla lunghezza del filo che diventa sede di FEM (Forza ElettroMotrice o tensione) indotta. Tecnicamente di parla di variazione del flusso come causa diretta della FEM. In pratica la FEM è sempre alternata in quanto i generatori sono macchine a ciclo continuo e quindi ritornano periodicamente alle condizioni iniziali. Per ottenere una FEM il più possibile continua, o comunque sempre diretta nello stesso senso, come nella dinamo (pulsante), si utilizzano i collettori striscianti ove le spazzole prendono la corrente sempre nello stesso senso. Generalmente il campo magnetico è fisso ed esterno mentre le spire del circuito elettrico sono interne e ruotano mosse dal motore dell’auto.



Gioco

Spazio libero fra due elementi meccanici. Il valore, di solito molto piccolo, viene generalmente espresso in decimi o centesimi di millimetro.



Giri al minuto

E’ un’unità di misura con cui si determina la velocità di rotazione di un albero o di un asse. L’unità corretta sarebbe il radiante al secondo, sigla rad/s o il rad/min, radiante al minuto (che vale 1/6,28 giri/min) . Nota la coppia di un motore e il numero di giri si ottiene la potenza*. Ad esempio, un motore da corsa ha una coppia di 350 Nm a 10.000 giri/min, qual è la sua potenza? 350 x 10.000 x 6,28 : 60 = 370000 watt = 370 kW Il fattore 6,28 serve a passare dai giri/min ai rad/min e il fattore 60 dai minuti ai secondi. Tali trasformazioni sono necessarie per avere come risultato i watt. I motori di F1 raggiungono oggigiorno i 18.000 giri/min.



Giunto idraulico

Il sistema più semplice consiste in una pompa a palette affacciate dove le une sono collegate alla trazione anteriore e le altre a quella posteriore. Lo slittamento delle due ruote motrici sempre in presa provoca una differente velocità di rotazione delle lamelle e la conseguente nascita di una pressione nell’olio della pompa. Questa pressione aziona una frizione che collega i due assi. In genere c’è anche un comando che blocca manualmente il collegamento dei due assi. Vedi anche giunto idraulico a comando elettronico.



Giunto meccanico

Elemento di collegamento tra parti rotanti, spesso non allineate. Molto usati i giunti omocinetici, che mantengono a monte e a valle la stessa velocità istantanea di rotazione. Noti anche i giunti cardanici (detti anche a crociera perché composti da una crociera e da due forcelle), per elementi quasi allineati.



Giunto tripoide - tri-pot joint - plunging joint

Per collegare due assi non “in linea”, senza eccessive angolazioni (però variabili) e con una certa libertà di allontanamento e avvicinamento dei due assi stessi, si utilizza il giunto meccanico detto “tripoide” o “de Dion” in cui un asse termina con un cilindro provvisto all’interno di tre grosse scanalature longitudinali equidistanti. L’altro asse termina con una crociera triangolare, con un cuscinetto calettato all’estremità di ciascuno dei tre bracci, che sono ortogonali all’asse in questione. Accostando i due assi la crociera penetra nei tre solchi del cilindro e quindi resta vincolato il movimento rotatorio mentre in senso longitudinale resta una certa libertà di movimento. E’ utilizzato molto spesso per i semiassi della trazione anteriore, lato cambio.



GPL

Sigla di gas di petrolio liquefatti, carburante alternativo diffuso da anni soprattutto in Italia, ex Unione Sovietica, America Latina e Canadà. I due principali componenti del GPL sono butano (alto potere calorifico) e propano (alto numero di ottano), prodotti del processo di raffinazione del petrolio o per condensazione del gas naturale. Questi gas possono essere liquefatti se sottoposti a leggera pressione o mantenuti sotto i -10°C. Hanno un numero di ottano* elevato, RON* maggiore di 100, e quindi potrebbero funzionare anche con rapporti di compressione* più elevati di quelli normalmente utilizzati per i motori* a benzina. Il potere calorifico del GPL è inferiore a quello della benzina, quindi, a parità di potenza erogata, il suo consumo è maggiore. Questo svantaggio è in parte compensato dalla perfetta miscibilità fra l’aria d’alimentazione e il gas che garantisce una combustione completa. I GPL sono apprezzati anche per le limitate emissioni inquinanti allo scarico, in particolare perché non contengono gli elevati livelli di idrocarburi aromatici che caratterizzano le attuali benzine (5 volte meno inquinante della benzina) né lo zolfo*. Il GPL è però più pesante dell’aria, anche allo stato gassoso, per cui il veicolo non può stazionare in ambiente chiuso (a differenza ad es. del metano). La tossicità è simile a quella della benzina. 3000 stazioni in Europa (anno 2000).




Grado di riempimento

Il rapporto percentuale tra la massa effettivamente introdotta nella fase di aspirazione e quella teoricamente corrispondente alla cilindrata determina il grado di riempimento. Esso è effettivamente quanto viene modificato tramite l’acceleratore nei motori muniti di farfalla, cioè in quelli AS*, che parzializzano l’alimentazione introducendo la perdita di carico dovuta alla farfalla di cui sopra. Quando questa è completamente aperta si otterrebbe il massimo grado di riempimento, tuttavia esso è limitato dalle perdite di carico nei condotti di immissione, presenti comunque sempre come elemento di perdita del rendimento generale del motore in quanto sottraggono lavoro (pompaggio di aspirazione). I dispositivi a condotti variabili* o plurivalvole sono fatti per diminuire tali perdite. In alcuni motori (Mercedes “S”) a carico ridotto (cioè quando si richiedono potenze limitate, come nella marcia a velocità costante) si preferisce alimentare meno cilindri (parzializzazione della cilindrata*) ma con buon grado di riempimento piuttosto che tutti i cilindri a disposizione ma con elevata riduzione del grado di riempimento.



Grado termico delle candele

Definisce e classifica le candele in base alla capacità di smaltire il calore generato durante la combustione della miscela da parte della punta dell’isolatore, che è la parte più calda della candela. In termini numerici le candele sono costruite in modo che per ogni determinato motore non si superino i 900°C sulla punta e non si scenda sotto i 350°C. Poiché ogni motore ha un suo carico termico, ecco che gli deve corrispondere una candela con grado opportuno. Candele sbagliate portano a preaccensioni (battito in testa) o a depositi con mancate accensioni (guai alla catalizzazione) e, a lungo termine, a detonazione*.

[fonte:Quattroruote]...............|...............torna su..