Mappatura
Marmitta catalitica
Masse sospese e non sospese
MCFC (Molten Carbonate Fuel Cells)
Meccatronica
Memorie elettroniche: RAM - Eprom - Flash
Metano compresso - gas naturale compresso

Metanolo

Minimo veloce

Miscela
Miscela A/F
Misfire
Misuratore a film caldo
Misuratore quantità di aria - debimetro


Mappatura

E’ l’insieme delle istruzioni fornite ad una centralina elettronica* e in essa memorizzate. Per esempio, la mappatura dell’accensione* contiene i valori dell’anticipo* corrispondenti a tutte le possibili situazioni di utilizzo del motore, così che, istante per istante, la centralina è in grado di richiamare la soluzione ottimale in funzione del numero di giri, della posizione dell’acceleratore, della temperatura di funzionamento e di altri eventuali parametri.



Marmitta catalitica

E’ una scatola in acciaio inox montata sul tubo di scarico. Essa contiene il catalizzatore*: un substrato di metallo o ceramica provvisto di rivestimento attivo fatto di allumina, cerina e altri ossidi assieme a metalli preziosi come platino, palladio e rodio. I catalizzatori possono essere del tipo a ossidazione o a tre vie. I primi convertono l’ossido di carbonio CO e gli idrocarburi incombusti HC in anidride carbonica CO2 e acqua oltre che ridurre la massa del particolato* del diesel. Hanno poco effetto sugli ossidi di azoto NOx e sulla quantità delle emissioni. Quelli “a tre vie” sono controllati a circuito chiuso dalla sonda lambda* (o a ossigeno) capace di mandare segnali in grado di determinare il rapporto aria carburante dei motori a benzina. Essi ossidano contemporaneamente i CO e gli HC e contribuiscono alla riduzione degli NOx*. Purtroppo le miscele “magre” mal si relazionano coi catalizzatori a sonda lambda dove la miscela deve essere a a rapporto stechiometrico* eventualmente spostato verso l’arricchimento per eliminare gli NOx. Esistono allora catalizzatori specializzati “deNOx” capaci di creare un microclima ricco per la riduzione oppure bisogna ricorrere ai catalizzatori ad accumulo (vedi assorbitori).



Masse sospese e non sospese

Le masse sospese sono quelle che gravano sugli elementi elastici delle sospensioni, che sono in genere molle e/o barre di torsione. Le masse non sospese stanno tra gli elementi elastici e il terreno (in genere cerchi, pneumatici, mozzi, semiassi, freni, molla e parte degli ammortizzatori) e si cerca di ridurle al minimo. Si fa questa differenza perché le prime, molto maggiori, si muovono lentamente (0,1 - 0,2 m/s) , mentre le seconde assai più velocemente (anche 1 m/s).



MCFC (Molten Carbonate Fuel Cells)

Inventate negli anni 60, possono funzionare con una grande quantità di combustibili perché possono riformare facilmente gli idrocarburi grazie alla elevata temperatura di funzionamento (600-1000°C). L’elettrolita è un misto di carbonato di litio e di potassio liquidi. L’involucro è una matrice al litio inerte.



Meccatronica

Parola che vuole significare un sistema di collaborazione tra meccanica e elettronica. Le funzioni finora svolte in maniera puramente meccanica e a volte col supporto di sistemi idraulici vengono comandate da potenti microprocessori elettronici e attuatori a comando elettronico. Questi sitemi sostituiscono o integrano i sistemi tradizionali per renderli più efficaci, sicuri e affidabili.



Memorie elettroniche: RAM - Eprom - Flash

Sigla di Random-Access Memory (memoria ad accesso casuale). Sono chiamate così le memorie elettroniche di microprocessori e microcomputer, molto potenti ma piuttosto ingombranti. Perdono le informazioni in esse contenute quando viene tolta l’alimentazione elettrica. Per questo motivo è presente la scritta: non staccare la batteria. queste memorie hanno immagazzinato i programmi da utilizzare a seconda dei segnali che arrivano alla centralina. Le Eprom sono memorie che non necessitano di alimentazione elettrica, però sono “rigide”, cioè non riprogrammabili in vettura perché, per farlo, necessitano di raggi ultravioletti. Le Flash sono l’ultima novità che non ha bisogno di alimentazione ma può essere riprogrammata a bordo (sono utilizzate per la adattatività dei nuovi cambi automatici). La programmazione di una RAM consiste nell’inserire dati stabili nella memoria riguardanti ad esempio la relazione tra tempi di accensione e tabelle di temperatura dell’aria spirata, del liquido refrigerante, la tensione della batteria ecc. Questa memoria è letta dal microprocessore che, di conseguenza, pilota gli attuatori.



Metano compresso - gas naturale compresso

Il metano, detto anche gas naturale perché può essere estratto dal sottosuolo (oppure prodotto da materiale organico e detto biogas), più leggero dell’aria, è un combustibile non tossico, molto interessante (più idrogeno e meno carbonio rispetto alla benzina) per la ridotta nocività delle emissioni, corrisponde alle norme ULEV*ed EZEV*: rispetto ai motori a benzina -70% di CO, -90% di NOx, -45% di HC e -30% di CO2, niente zolfo* e alto numero di ottano (125-130); però ha un alto contenuto di particolato* ultrafine (dalla lubrificazione degli iniettori?), inquinante non ancora regolamentato. Comporta un aumento del peso della vettura attorno al quintale e viene stivato in pressione di circa 250 bar (non è RIDUCIBILE ALLO STATO liquido -vedi LNG*- se non a -160°C e in questo stato, a -250°C, è conservato in speciali serbatoi, vedi esperimenti della BMW con LNG*), poi ridotta con riduttori, e miscelato con l’aria nel miscelatore. Nel caso dei motori Diesel occorre ridurre il rapporto di compressione, anche se di poco (si porta da 17/19 a 14/15) e trasformarli in motori AS* mettendo candele al posto dell’iniettore. Un sistema moderno a iniezione prevede che il metano, prelevato a 220 bar dal serbatoio, sia ridotto a 9 bar nel collettore dove sono innestati speciali iniettori elettronici (multipoint) con luci di passaggio circa 10 volte superiori a quelle dell’iniezione di benzina per far passare in breve tempo il quantitativo necessario. L’iniezione è regolata dalla sonda lambda. L’anticipo di accensione va aumentato di una decina di gradi rispetto al benzina. Potenza (coppia) e autonomia calano di circa il 10% rispetto alla benzina perché il gas occupa volume nella camera di scoppio (mentre la benzina praticamente no e quindi può “caricare” più energia ad ogni aspirazione). Atre caratteristiche (tra parentesi i valori della benzina): Peso specifico a 15°C e 1 bar 0,74 kg/m3 (705 - 750) Potere calorifico inferiore 8.300 kcal/kg (10.400) Rapporto stechiometrico 17,4 (14,7) Numero di ottano minimo120 (99) Tonalità termica a 0°C per litro di miscela 0,82 kcal (0,89) Però anche compresso a 250 bar la densità di energia è circa la metà di quella della benzina per cui l’autonomia è ridotta. Il lavoro necessario per comprimere il metano consuma all’incirca 1 kWh/m3 pari a circa 50 lire del 1998. Vedi anche combustibili alternativi per tabelle di confronto Veicoli diesel possono funzionare a metano utilizzando una piccola iniezione di gasolio (13-25%), che si accende e dà luogo all’accensione del metano (87-75%) già mischiato con l’aria: ciò riduce notevolmente le emissioni, soprattutto di particolato. Anche con la percentuale più bassa di metano sono ridotte le emissioni di fumosità (molto evidente), NOx, CO2 e rumorosità. L’auto a metano non ha limitazioni di parcheggio (a diffrenza del GPL*) I distributori in Europa sono circa 600 (anno 2000) Dal metano si ricavano il metanolo e l’idrogeno con processi di reforming.



Metanolo

E’ derivato dal metano e utilizzato come combustibile “pulito” allo stato puro (M 100) oppure mischiato con la benzina. Liquido in condizioni ambientali normali e anche sotto zero, è usato come antifreezer nei lavavetro. Incolore e tossico brucia praticamente senza fiamma ma viene spento facilmente dall’acqua. E’ il carburante ufficiale per le corse di Indianapolis. Contiene molto idrogeno e poco carbonio e viene prodotto per sintesi dall’ossido e dall’anidride carbonica + idrogeno durante il reforming del gas naturale (90%) e dalla raffineria del greggio (10%); potrebbe però derivare anche dal legno con costi di produzione attualmente assai più alti (energie riciclabili). Il metanolo è tra i combustibili più sperimentati per la generazione di H a bordo di veicoli con fuel cells*, tale generazione avviene con “reformer” o addirittura senza, con utilizzo di una speciale membrana al platino (Daimler-Chrysler).



Minimo veloce

Dispositivo che, a freddo, fa girare il motore a una velocità lievemente superiore a quella corrispondente al normale regime del minimo aprendo opportunamente la valvola a farfalla del carburatore*.



Miscela

Vedi anche carica. Si usa anche per indicare i carburanti con contenuto di olio, necessari per i motori a due tempi*.



Miscela A/F

Rapporto fra la massa di aria* (A) e quella di combustibile (F) misurate in peso, dato fondamentale per conoscere la qualità della carburazione*. Quando, nel caso dei motori alimentati a benzina, A/F vale 14,7 la miscela è in rapporto stechiometrico*, per valori superiori è detta «povera» o «magra», per quelli inferiori «ricca» o «grassa»; lontano dal rapporto stechiometrico la combustione con la benzina è difficile o incompleta. Esistono due condizioni “privilegiate” di funzionamento del motore AS: con miscela magra in cui si ottiene il miglior rendimento termico* e con miscela grassa in cui si ottiene la maggiore potenza in quanto si brucia molto carburante e migliora pure il rendimento volumetrico* a causa del raffreddamento della carica generato dall’evaporazione di molta benzina. Si può dire che nel primo caso si brucia tutta la benzina disponibile e nel secondo caso si brucia tutta l’aria disponibile. Nel caso dei motori a ciclo Diesel, invece, SI LAVORA SEMPRE IN A/F MOLTO ALTO (DA 20 A 100), lontani dal rapporto stechiometrico che è 14. Anzi la variazione di A/F, operata immettendo più o meno combustibile, è il sistema utilizzato per regolare la potenza. Nei motori a ciclo Otto invece la potenza è fatta variare riducendo, tramite farfalla, il grado di riempimento del cilindro mentre la miscela che vi entra è sempre con valori di A/F attorno al rapporto stechiometrico. I motori “ lean burn* ” stanno rendendo possibili, anche nel ciclo Otto, rapporti A/F molto elevati (ad es. 50, ma per ora, nella pratica, fino a un max di 30/1).



Misfire

Mancate accensioni della miscela aria-benzina all’interno della camera di combustione*. Il fenomeno determina irregolarità di coppia*, avvertibili in particolare al minimo e ai bassi regimi. La conseguente uscita di benzina incombusta allo scarico ha effetti deleteri per la durata del catalizzatore* poiché il carburante, allo stato liquido, si incendia a contatto con le parti calde della marmitta, determinando la fusione dell’elemento ceramico e il grave deterioramento della superficie porosa dei metalli nobili (platino, rodio e palladio) dai quali dipendono le reazioni chimiche disinquinanti.



Misuratore a film caldo

E’ un misuratore di portata d’aria (vedi anche debimetro) che esegue una misura di massa risolvendo automaticamente, ad es., i problemi di quota. Il film viene mantenuto a 120° tramite energia elettrica la qiale provvede a riscaldare quanta più aria passa: dal suo consumo di energia si risale alla massa stessa. E’ presente anche un rilevatore di temperatura dell’aria esterna per compensare eventuali imprecisioni sul rilevamento della massa d’aria.



Misuratore quantità di aria - debimetro

Il misuratore istruisce la centralina di alimentazione sulla massa d’aria aspirata, parametro principale per la composizione della miscela. Posizionato a monte del corpo farfallato può essere fatto come uno sportellino contrastato da una molla il cui spostamento è proporzionale alla portata d’aria. Questo spostamento è registrato da un potenziometro (resistenza variabile) collegato allo sportellino, che traduce elettricamente lo spostamento in segnale elettrico. Nei motori Diesel o nei lean burn, dove la fafalla manca o è praticamente sempre aperta si misura il grado di apertura del pedale dell’acceleratore confrontandolo con una mappatura memorizata nella centralina.Vedi anche misuratore a film caldo.

[fonte:Quattroruote]...............|...............torna su..