Motore elettrico a corrente alternata
Motore elettrico a corrente continua, eccitazione serie e parallelo
Motore piezoelettrico
Motore quadro, sottoquadro e superquadro
Motore rotativo
Motori multicarburante
Motorini passo-passo

Motorino di avviamento

Movimento Bendix
mpg (miglia per gallone)
Multijet
Multiplexing
Multipoint


Motore elettrico a corrente alternata

Sono di tre tipi. A COLLETTORE: vedi motore a corrente continua con eccitazione serie, da cui differiscono solo per la necessità di avere lamellato anche il circuito di eccitazione perché è sede anch’esso di corrente alternata. ASINCRONO TRIFASE: il campo magnetico di eccitazione è rotante perché i tre avvolgimenti sono ruotati di 120°. La variazione di flusso nelle spire del rotore è tale da indurre una corrente che genera un campo magnetico che va all’inseguimento di quello generatore: ruotano nello stesso senso. Il rotore può essere una semplice “gabbia di scoiattolo”, cioè un insieme di barre cortocircuitate (potrebbe essere anche un blocco di ferro, ma ci sarebbe troppa dispersione). La rotazione è quasi a velocità costante, detta di sincronismo, senza alimentazione non oppone resistenza. ASINCRONO MONOFASE: simile a quello trifase, ma il campo magnetico diventa rotante solo quando il rotore è in rotazione, per l’azione combinata del campo pulsante del primario (eccitazione) e di quella del campo secondario che ruota all’interno del primario. Il motore deve dunque essere avviato con un avvolgimento ausiliario (che poi viene staccato) e/o con capacità, induttanze resistenze.



Motore elettrico a corrente continua, eccitazione serie e parallelo

Costruttivamente è come una dinamo*: la corrente, fatta circolare negli avvolgimenti del rotore, genera un campo magnetico che interagisce col campo magnetico dello statore (fisso) in cui giacciono gli avvolgimenti stessi, nel senso che i poli di segno inverso si attraggono e quelli dello stesso segno si respingono. Nel motore “eccitazione serie” sia il campo magnetico fisso (di eccitazione) che quello delle spire mobili sono generati dalla stessa corrente e dunque all’avviamento si ha subito una grande forza perché la coppia generata è proporzionale sia al flusso concatenato che alla corrente (in pratica all’intensità dei due campi magnetici, cioè al quadrato della corrente, che è la stessa per entrambi). Questo sistema va benissimo per i motorini di avviamento*, c’è solo il pericolo che prendano a girare velocissimi se non c’è una forza resistente di contrasto, distruggendosi. Si usa allora l’ ”eccitamento in parallelo” dove la corrente per il campo magnetico fisso è attinta dalla linea a tensione costante, limitata da opportune resistenze, e in pratica costante essa stessa. La coppia è dunque proprozionale alla sola corrente che percorre le spire rotanti e la velocità di rotazione è praticamente costante. I motori a funzionamento continuativo sono in grado di fare l’avviamento con l’eccitazione “serie” e poi passare a quella “parallelo”.



Motore piezoelettrico

I materiali piezoelettrici hanno la proprietà di deformarsi quando sono sottoposti a uno stimolo elettrico (e viceversa). Questa deformazione viene sfruttata nello statore per muovere, per attrito, il rotore. Il moto continuo si ottiene quando lo statore è sollecitato da un’onda “viaggiante”, cosa ottenibile utilizzando nello statore del materiale ceramico. I vantaggi dei motori piezoelettrici sono dal punto di vista della precisione, elevata potenza specifica e bloccaggio automatico in assenza di eccitazione. Utilizzato ad es. per la movimentazione dei poggiatesta (Toyota). Sono piuttosto costosi.



Motore quadro, sottoquadro e superquadro

Il motore è “quadro” quando la corsa del pistone è uguale al diametro (alesaggio) del cilindro. E’ “superquadro” se la corsa è più corta del diametro del cilindro; “sottoquadro” o “a corsa lunga” quando, come nella maggioranza dei casi, la corsa è superiore al diametro del cilindro. Comunque, i rapporti corsa/alesaggio variano normalmente da 0,6:1 a 1,4:1. A parità di cilindrata, cioè di volume aspirato, quanto più la corsa è corta, tanto più si ha una superficie di contorno minore e quindi minori perdite di calore verso l’esterno (però è più difficile da raffreddare) e anche minori picchi di pressione (erogazione più “fluida”), permette una sistemazione migliore delle valvole, minore attrito e minori forze centrifughe ed alterne, quindi si può salire di giri. Per contro si ha una forma meno raccolta (dimensioni esterne “larghe”) e quindi un minor rendimento termico. I motori da corsa F1 sono dei superquadri con rapporti dell’ordine di 0,4-0,5 (40x90 mm) Un motore a corsa lunga ha un buon riempimento, e quindi coppia motrice, ai bassi regimi. La forma della camera di scoppio è regolare, il che favorisce la combustione completa però sio ha difficoltà a superare le norme anti-inquinamento per via di carenza di ossigeno in fase di accelerazione, viceversa passando ai quadri e ai superquadri. Caratteristiche tuttavia correggibili scegliendo un numero opportuno di valvole fasatura variabile e i collettori di aspirazione variabili, per non dire della sovralimentazione.



Motore rotativo

Il propulsore con pistone rotante più noto è il Wankel, dal nome del suo ideatore. In questo motore il pistone* non ha un movimento lineare alterno nei cilindri*, ma ha una forma vagamente triangolare e ruota all’interno di una camera. Il pistone è definito rotore e la camera statore. Nel Wankel il rotore triangolare divide lo spazio libero dello statore in tre camere rotanti di volume variabile. In queste si compiono contemporaneamente tre cicli a quattro tempi sfasati di un terzo di giro di rotore; le fasi utili sono quindi tre per ogni rotazione completa del pistone. Poiché a un giro del rotore corrispondono tre giri dell’albero motore*, si ha una fase attiva per ogni giro di quest’ultimo, esattamente come in un bicilindrico a quattro tempi. Questo giustifica il fatto che, ai fini sportivi e fiscali, il Wankel viene considerato equivalente a un due cilindri quattro tempi di uguale cilindrata unitaria (e quindi con cubatura totale doppia). E’ importante sottolineare che il Wankel è un quattro tempi nonostante la mancanza degli organi della distribuzione* (non ci sono alberi a camme, molle, punterie e valvole) e benché si abbia una fase attiva a ogni giro dell’albero motore. Il rotativo è costituito da un numero di componenti inferiore rispetto a un motore tradizionale, non ha problemi di equilibratura, è leggero, compatto e molto potente. E’ in produzione attualmente solo su modelli Mazda (“RX 7”) mentre le altre Case, pur avendone acquistato i brevetti, non lo producono per le più svariate ragioni: dovrebbero dotarsi di nuovi sistemi produttivi e di nuove tecniche di riparazione e di distribuzione dei ricambi; dovrebbero studiare come applicare anche ad esso le tecniche di riduzione degli inquinanti ecc. In pratica poiché il Wankel non va estremamente meglio di un motore a cilindri e invece richiede conoscenze particolari nessuno vi si impegna, salvo novità dalla Mazda (prototipo RX “Evolv”, 287 CV a 9.000 giri/min, gennaio 2000).



Motori multicarburante

Possono usare diversi tipi di combustibile. Poiché esiste il rischio di preaccensione e di battito in testa questi motori sono quasi sempre tipo Diesel con iniezione ritardata. Il rapporto di compressione è molto alto perché i combustibili si accendono con difficoltà (rapporto di compressione* 25:1). Ne esistono anche a ciclo Otto, con accensione molto ritardata e comunque con rapporto di compressione elevato: 14...15:1. Alcuni motori prevedono un’aggiunta di iniezione di alcool direttamente nel cilindro, mentre il ciclo può essere Otto o Diesel. Questi motori, per lo scarso rendimento e l'elevato inquinamento, sono di applicazione esclusivamente militare.



Motorini passo-passo

Motori di piccola potenza (max. 100 W) che realizzano spostamenti angolari molto precisi, proporzionali al numero degli impulsi di comando. Ogni singolo spostamento angolare è detto “passo” (step). Con impulsi in rapida successione il movimento è praticamente continuo. Possono invertire il movimento. Lo statore è composto generalmente di due bobine separate con campi che si incrociano. Il rotore è un magnete permanente che si stabilizza nella posizione di equilibrio magnetico col suo Nord piazzato a metà tra i Sud delle bobine di statore. Se si inverte la polarità di uno dei due avvolgimenti dello statore, mantenendo invariato l’altro, il rotore, che aveva come detto il suo Nord affacciato a metà strada tra i due Sud originali, si sposterà conseguentemente di 45° per affacciarlo al nuovo Sud (composto dai due nuovi Sud dello statore); ora, variando la polarità della seconda bobina lo si sposta di un altro angolo uguale, e così via. Questi motorini sono utilizzati per la valvola di regolazione del minimo, i by-pass dell’aria aspirata, comando elettrico della farfalla (drive by wire*), le paratie aria condizionata, l’orientamento fari ecc. Altri steppers hanno invece un avvolgimento di statore e magneti permanenti di rotore.



Motorino di avviamento

Elemento che provvede a far girare il motore in fase di avviamento per fargli raggiungere le condizioni di autosostentamento. Esso preleva energia dalla batteria sotto forma di corrente elettrica che percorre le spire di una serie di anelli immersi in un campo magnetico esterno. Le spire percorse da corrente tendono a disporsi in modo da essere attraversate perpendicolarmente dal flusso. Ogni spira fa capo a un collettore a spazzole il quale, quando la spira si avvicina alla sua posizione di equilibrio, le toglie la corrente per alimentare una spira adiacente inclinata rispetto al campo. Così facendo il movimento continua senza mai trovare una posizione di equilibrio. Il campo magnetico esterno può essere costituito da magneti permanenti o da avvolgimenti percorsi da corrente e in questo caso la corrente può essere la stessa che percorre le spire rotanti (avvolgimento in serie) oppure da corrente prelevata dai poli della batteria (avvolgimento in parallelo). I motori a magnete permanente e ad avvolgimento parallelo hanno il campo esterno praticamente costante, sono semplici di disegno e piccoli (pecie quelli a magneta permanente), però hanno la velocità di rotazione indipendente dalla coppia, il che non è molto indicato per l’avviamento. I motori ad avvolgimento in serie hanno una coppia molto elevata all’avviamento, che cala rapidamente al salire della velocità. Si usano allora motori “misti” detti serie/parallelo in cui la prima fase di avviamento ha l’avvolgimento serie che poi passa al parallelo quando è iniziata la rotazione.



Movimento Bendix

Si tratta di un pignone montato su un asse costituito da un ingranaggio elicoidale. L’improvvisa rotazione dell’asse porta, a causa dell’inerzia, il pignone a muoversi lungo l’asse stesso in avanti o indietro. Molto utilizzato nei dispositivi di avviamento, ha la funzione di portare il pignone ad accoppiarsi con la corona del volano quando si aziona il motorino e poi a distaccarsene quando è il motore a far girare velocemente il volano.



mpg (miglia per gallone)

Misura di consumo carburante in uso negli Stati Uniti d’America. La conversione è la seguente: 1 L/100 km equivale a 237,6 mpg.



Multijet

Sistema di iniezione a common rail* che esegue durante ogni ciclo motore più delle due iniezioni oggi comunemente utilizzate. Migliorano consumi, emissioni (soprattutto queste: 30-40% in meno), silenziosità (2 dB), prestazioni (6-7 %). Si tratta in genere, nel Diesel, di due preiniezioni (prima che il pistone sia al punto morto superiore), una principale e due postiniezioni. I miglioramenti sono correlati alla possibilità di controllare meglio le temperature in camera di scoppio, abbassandone il valore massimo (di picco) e ampliando la zona di combustione ottimale.



Multiplexing

Anziché raccogliere presso un’unità centrale tutti i segnali analogici provenienti da sensori attuatori e motori elettrici, questi ultimi vengono dotati di un sistema di autodiagnosi continuo e di trattamento - ELABORAZIONE delle informazioni. Essi inviano su un unico cavo in forma digitale le informazioni che verranno decodificate dall’unità centrale per quello che le abbisogna in merito alle funzioni che sta trattando: in tal modo si riduce il numero di fili e sensori a vantaggio della semplificazione dell’impianto. Negli anni 50 in una vettura c’erano mediamente 75 metri di cavo elettrico, oggi siamo a 2 chilometri (35 kg). Vedi anche CAN e fibre ottiche.



Multipoint

Impianto di alimentazione* che prevede un iniettore* per cilindro*.

[fonte:Quattroruote]...............|...............torna su..